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Spiritualità di un cammino

Sommario

SPIRITUALITÀ DI UN CAMMINO AL SERVIZIO DELLA CHIESA.

L'OPERA È UNO SPIRITO CHE SI FA MOVIMENTO.

NEL “QUOTIDIANO“ SERVIAMO L’OPERA.

AMORE AL CARISMA.

L'OPERA E' UNA FAMIGLIA PER LA CHIESA.

LE RADICI DELL'OPERA: IL SACERDOZIO DI CRISTO.

NOI E LA CHIESA.

METE.

TESTIMONI DEL PADRE E PROFETI

APOSTOLI DELL'OPERA.

MODELLI E INTERCESSORI

UNA GENERAZIONE NUOVA.

PREGHIERA A MARIA.

 

 

"Ricorderò le opere del Signore e descriverò quanto ho visto. Per le parole del Signore sussistono le sue opere".
(Sir. 42, 15)

 

 

SPIRITUALITÀ DI UN CAMMINO AL SERVIZIO DELLA CHIESA

L'8 dicembre 1990 abbiamo presentato in un opuscolo i testi biblici, le origini e lo spirito che  animano l'Opera dell'Amore Sacerdotale e i tre rami che la compongono: le Fraternità, gli Sposi, le Animatrici di Comunità Cristiana. Di queste ultime abbiamo presentato anche lo Statuto.

 

Tre rami: un solo cammino

La dimensione ecclesiale dei tre rami dell’Opera dell’Amore Sacerdotale  richiede che si persegua un unico cammino perché i tesori dell’uno diventino patrimonio dell'altro.

Tra i vari membri vale il principio dei vasi comunicanti. Non è l'uno a livello più alto dell'altro, ma inter-comunicano per alimentare la vita divina che scorre nel popolo di Dio. E' l'occhio di fede che ci aiuta a vedere e a valutare le realtà soprannaturali.

L'Opera vive una realtà che continuamente la supera perché lavorare per il bene della Chiesa, donarsi per la Chiesa, è come prolungare il mistero dell'incarnazione. Scoprirsi membra vive della comunità ecclesiale rappresenta un grande mistero di grazia; significa affondare le proprie radici nel mistero pasquale.

Quanto ci deve stare a cuore la Chiesa nostra madre! E' lei che continuamente ci svela e ci manifesta il volto del Padre. Amiamo la Chiesa come nostra madre, ma amiamola anche come figlia nostra.

 

Fedeltà alla chiamata

Il Signore ci domanda fedeltà. Le opere che nascono per il bene della Chiesa hanno la loro radice nella fedeltà di Dio, ma crescono e si sviluppano anche per la fedeltà dell'uomo. L'Opera è nostra perché, prima di tutto, è di Dio. Amiamola come figlia, curiamola insieme, innanzitutto nella preghiera, perché solo l'onnipotenza di Dio porta innanzi le sue opere. L'Opera è ancora piccola.

Entra nella pedagogia del Padre il rispetto delle nostre scelte, come pure il condurci secondo il progetto della Sua volontà. Il cammino dell'Opera è già precostituito, ma ciascuno di noi, sotto l'azione dello Spirito, ne fissa le tappe. Camminiamo nella fede e senza paura, perché l'Opera la dirige Gesù.
Sentiamo la forza della sua presenza e viviamola!

 

Fidarsi di Dio

Fidarsi di Dio è affidarsi totalmente a lui; la fede non ha davanti una realtà già ben confezionata. Accogliere nelle proprie mani fragili e deboli un'Opera che viene da Dio è sempre un rischio, perché bisogna saper perdere ciò che è umano per assumere ciò che è di Dio.

Ad ogni membro dell'Opera è richiesta tanta fede. Non possiamo gestire questo cammino di Chiesa rapportandolo con altri cammini che già hanno segnato il loro percorso. Ogni membro deve dare il suo contributo di preghiera e di ricerca nella fede. I tempi sono fissati da Dio, non dagli uomini: per questo, come il grano, bisogna saper morire perché solo così si può avere la spiga.

 

Realizzare un progetto

Il cammino che noi stiamo percorrendo non può presentarsi tutto chiaro; ed è in questo che noi esercitiamo la fede, ci affidiamo pienamente a Dio.

Solo se sappiamo spogliarci della nostra volontà possiamo entrare nella pienezza della volontà di
Gesù e, in questo modo, anche il nostro cuore si dilata, assume le dimensioni del Suo cuore ed è così che la Chiesa, con i suoi interessi e le sue necessità, diventa per noi patrimonio sacro. Tutti coloro che intendono vivere il carisma dell'Opera, che è un mistero di amore misericordioso, possono ritenersi come una semente, un piccolo grano di senapa destinato a farsi arbusto.

 

Una strada nuova e antica

E' l'obbedienza della fede che ci fa percorrere questa strada, nuova per certi versi, ma già collaudata da tante esperienze disseminate nella storia della Chiesa e del mondo. E', per così dire, la storia dell'umanità che si incentra e si sviluppa secondo il progetto originario della creazione dell'uomo.

"Dai frutti si conosce l'albero" dice Gesù, ed è lo Spirito che alimenta l'albero perché dia buoni frutti. Portiamo avanti nella gioia quanto il Signore ha posto nelle nostre mani.

L'Opera deve crescere, deve estendersi, ha bisogno di cure affinché lo spirito che la anima si radichi profondamente nel cuore di coloro che la compongono, e questa è un'impresa delicata.

E' più facile realizzare un'opera esterna, ma seminare nei cuori è un'arte difficile, un'arte preziosa.

 

Dobbiamo occuparci dell’Opera

Non preoccupiamoci per l'Opera, ma occupiamoci dell'Opera, sapendo che Dio Padre ci sostiene. Pazienza, perseveranza, spirito di abbandono devono essere per noi pilastri portanti. Rimaniamo nella pace.

L'Opera è nata dal cuore trafitto di Cristo, dal quale è nata anche la Chiesa; essa è per la Chiesa, e deve avere sempre un respiro ecclesiale. L'Opera dell'Amore Sacerdotale deve attingere dal cuore di Cristo per realizzare il progetto per cui il Padre l'ha voluta. Dobbiamo credere alle esigenze dello
Spirito, che vuole espandere i tesori della vita immolata e donata a Gesù. Partecipiamo ad altri quello che a noi dona il Signore, perché è proprio dello spirito fraterno condividere i beni ricevuti. Cerchiamo di non quantificare mai il bene perché esso sfugge alle nostre misure. Il bene vero è quello che si svolge sotto lo sguardo di Dio.

E' la sua vita divina, la vita soprannaturale, che vuole irradiarsi, raggiungere in profondità il cuore di tutti gli uomini, ma in particolare il cuore di quelli che Lui stesso si è scelto. Sentiamoci scelti e prediletti e continuamente mandati per portare frutto e perché il nostro frutto rimanga.

 

Pregare e donarsi

Diamo tempo e preghiera a quest'Opera perché sempre meglio si delinei e corrisponda alle esigenze della Chiesa di oggi. Diamo fiducia al Signore, perché anche Lui ha messo in noi la Sua fiducia.

La legge del grano interrato sta alla base di ogni opera di Dio. Noi dobbiamo seminare lo spirito di quest'Opera, perché si dilati l'amore verso tutti i consacrati e il popolo di Dio ne possa raccogliere i frutti.

 

L'OPERA È UNO SPIRITO CHE SI FA MOVIMENTO

Uno spirito che si fa movimento non è meno esigente di quando si codifica in una struttura.

La non presenza di regole fisse, voluta proprio per rispettare la creatività dello Spirito, richiede un impegno ancora più forte.

 

Il cuore dell’uomo

La sede principale in cui un movimento si radica e si espande è il cuore dell'uomo infiammato d'amore.

Pensiamo all'espandersi del Vangelo ai suoi albori. Alcuni poveri pescatori, uomini incolti, fragili e paurosi, sono stati raggiunti dalla Parola di Gesù e sono stati intimamente trasformati dallo Spirito Santo.

Dobbiamo essere infiammati dall'Amore Sacerdotale di Gesù e vedremo i frutti anche per quest'Opera, poiché il suo cammino è un lento maturarsi; è, come diciamo nel credo, " luce da luce".

 

NEL “QUOTIDIANO“ SERVIAMO L’OPERA

Apriamo sempre il nostro spirito alla volontà del Signore, che ogni giorno viene stesa davanti ai nostri occhi come una tela intessuta di molteplici fili. Non andiamo a cercare lontano ciò che il buon Dio ci presenta quotidianamente assai vicino. Leggiamo la volontà del Signore anche nelle piccole cose di ogni giorno. A volte si vorrebbero costruire dei grattacieli con le proprie forze, con le proprie mani, ma le cose realmente grandi, quelle più adatte per il Regno dei cieli, sono le più nascoste, le meno appariscenti; sono quelle verità che lo Spirito illumina dentro di noi, sì da renderci coscienti della preziosità del nostro mondo interiore.

 

Vivere alla presenza di Dio 

Nel rapporto con gli altri viviamo alla presenza di Dio e saremo perfetti. In questo modo non avremo nulla da temere, saremo stabili come il monte Sion perché il Signore è la nostra forza potente. Non stanchiamoci di approfondire e di cesellare la nostra vita interiore, perché sempre meglio corrisponda alla volontà del Padre.

Operiamo in profondità prima ancora che in estensione. L'Opera vuole agire in profondità e lo Spirito stesso ci abilita a questo. Sono i cuori, rinnovati nello spirito del Vangelo, i veri mattoni che edificano la Chiesa.

Questo rinnovamento si traduce in un'intimità sempre più profonda con Gesù, unico salvatore del mondo, sorgente inesauribile di santità.

 

Intimità con Gesù

Meno strutture e più sostanza, più vita intima.

L'Opera è un cammino. Come ogni cammino ci sono tempi di attività e tempi di sosta, ma la nostra preghiera non deve mai arrestarsi.

 

L’Opera: una famiglia

L'Opera è una famiglia. C'è bisogno di unità nell'umiltà, di carità sincera e operosa, di sentirci fratelli nei tre rami che compongono questo cammino di fede-carità.

L'Opera ha bisogno delle nostre cure, di essere nutrita dal nostro amore fedele e costante, di essere sostenuta dalle nostre energie, soprattutto da quelle spirituali. C'è sempre il pericolo di mettersi in sosta. Le opere di Dio non hanno parcheggi, perché lo Spirito Santo continuamente le sostiene e le vivifica. L'Opera è molto di più di quanto essa si manifesti agli occhi umani; è come un
fiume carsico che s'insinua nel seno delle rocce: le sue acque scorrono nel terreno anche se rimangono nascoste.

 

Diamo tempo e forze

Con generosità diamo il nostro tempo e le diamo le nostre forze; ognuno di noi attui quelle iniziative che lo Spirito gli suggerisce. Vogliamo chiedere al Signore che nell'Opera ci siano persone capaci di dedicarsi a tempo pieno per realizzare un lavoro capillare e fissare in punti ben saldi quanto il Padre finora ci ha donato.

C'è bisogno che ciascuno cerchi di liberare parte del suo tempo - il tempo è di Dio - per assumere qualche servizio di volontariato.

 

L’Opera va diffusa

La Chiesa domanda testimoni! Restiamo nella preghiera e nella fiduciosa attesa. Dio sa ciò di cui abbiamo bisogno e ha i suoi modi per una risposta concreta. L'Opera è urgente per la Chiesa ed è nostro dovere cercare di diffonderla: la sua presenza porterà frutti di santità e di fecondità apostolica.

A tutti diciamo: Coraggio! Non temete! Chi ci guida è sempre Gesù. Il poco della nostra vita è sostenuto dall'infinita carità del Padre e dal fuoco d'amore dello Spirito Santo, perciò cerchiamo di essere generosi e non avremo da pentircene.

 

AMORE AL CARISMA

L'Opera dell'Amore Sacerdotale è scaturita dal cuore di Cristo ed è per questo che la sua qualità intrinseca è quella di vivere dell'amore sacerdotale di Gesù. E' importante che il carisma dell'Amore Sacerdotale prenda, per mezzo nostro, la dimensione profetica nella Chiesa. L'Opera 

ha in sé la forza per proseguire nel suo cammino perché è lo spirito del Padre la forza
trainante.

Questo carisma deve trovare nuovi spazi sia all'interno che all'esterno della nostra vita.

 

Servire l’Opera è servire Dio 

Colui che possiede l'Opera è Gesù stesso ed è in questa fiducia e consapevolezza che noi, come figli nel Figlio, serviamo Dio quando serviamo l'Opera. Lo Spirito di Dio rende sorgente di grazia ogni cammino da Lui guidato, dà vita e dona la vita della grazia all'uomo. Ecco perché lo spirito dell'Opera conduce ad una vita santa.

L'Opera può davvero essere un'ancora di salvezza per chi la vuole accogliere e desidera viverla in pienezza: non stanchiamoci quindi di curarla, di promuoverla, di irrorarla dei nostri sacrifici.

E' bene che tutti i membri ravvivino il loro amore al carisma. Le attività concrete non sono sufficienti da sole per documentare il valore e la portata di un'opera. Quello che noi serviamo nasce dall'avvertire il grido di Gesù, la Sua sete, il fuoco che lo brucia per la salvezza e la santità di tanti suoi consacrati.

Prima ancora delle opere c'è bisogno che si radichi in noi l'esigenza dello Spirito.

 

Servire la Chiesa

Per noi è importante vivere ed intensificare lo stile di famiglia, una famiglia che ha una missione all'interno della Chiesa.

E' un patrimonio così prezioso, quello che il Padre ci ha affidato, da richiedere da parte nostra una squisita sensibilità ai problemi più urgenti della Chiesa.

Quale grande mistero è la Chiesa! Fragile della fragilità umana, forte ed indefettibile per la presenza dello Spirito. All'interno di questa famiglia dobbiamo scoprirci come membra del Corpo di Cristo l'uno per l'altro, e così crescere in amore che si traduce in servizio. Ciascuno di noi è portatore del mistero dell'incarnazione di Gesù e lo è nella misura in cui il carisma dell'Opera cresce e si dilata nella Chiesa anche attraverso vie invisibili.

 

Testimone dell’amore fraterno

L'Opera è chiamata a rendere testimonianza a Cristo e la prima testimonianza è quella
dell’amore fraterno che deve permeare ogni membro che la compone; deve apparire chiara la certezza che Dio è Padre provvidente. Lo stile di famiglia che dovrà contraddistinguere l'Opera darà i suoi frutti in proporzione del nostro abbandono filiale alla Provvidenza. 

 

L'OPERA E' UNA FAMIGLIA PER LA CHIESA

La famiglia dell'Opera dell'Amore Sacerdotale ha il suo ruolo nella Chiesa e noi dobbiamo respirare con gli stessi polmoni che ossigenano la Chiesa. Siamo chiamati a seminare e a coltivare l'amore alla Chiesa come madre e, in questo amore, diventiamo adulti.

 

Cuore aperto

L'amore alla Chiesa ci aiuta a tenere dilatato il cuore verso ogni necessità ecclesiale, ma soprattutto verso le povertà e le angosce dei consacrati. L'Opera deve prendere il suo giusto posto nel cuore e nella vita concreta di ogni membro.

 

Cuore donato

E' necessario passare dalla zona del ricevere a quella del donare perché l'Opera cresce quando si diventa dono e il primo dono è quello di offrire la propria vita. L'Opera cammina nel tessuto della Chiesa in proporzione anche alla nostra risposta che è fatta di riconoscenza verso il Padre il quale, in Gesù, ci ha affidato una grande missione. Ognuno dovrebbe essere come una scintilla che,

entrata in un pagliaio, si traduce in fuoco divorante. Chi nel cuore porta un grande fuoco è destinato a produrre un incendio. Dobbiamo vivere l'ansia del cuore di Cristo perché l'Opera incida con sapienza e saggezza nel cuore della Chiesa.

 

Cuore amante

Solo la scintilla dell'amore, quello ricevuto da Gesù e vitalmente sperimentato, può invadere tanti cuori, soprattutto cuori di consacrati che talora possono vivere nell'apatia e nell’indifferenza verso Gesù presente nella Chiesa.

Dobbiamo entrare nella logica di perdere noi stessi e le nostre idee, perché l'unica ricchezza sia l'amore di Cristo fatto dono attraverso il sacrificio. Come i primi discepoli, abbiamo bisogno di
una rinnovata effusione di Spirito Santo, e questo perché l'Opera ci domanda di superare le nostre visuali umane.

Abbiamo bisogno di credere che questo piccolo seme, sotto l'azione di Dio, ha la forza di tradursi in albero, in albero rigoglioso, con dimensioni ecclesiali.

Per questo la famiglia ha bisogno di diramarsi nel tessuto della Chiesa, perché i consacrati vengano così sostenuti e sempre meglio abilitati alla diffusione del Regno del Padre.

 

Cuore ecclesiale

Credere è operare non solo all'interno del nostro cuore, ma in seno alla Chiesa e al mondo intero e questo richiede impegno e sacrificio.

Il campo dei consacrati soffre talora di arsura perché i valori dello spirito vengono posposti ai semplici valori umani. Difficoltà ce ne saranno certamente, ma non scoraggiamoci.

Se siamo santi, esse non ci scuoteranno, ma ci daranno maggior ardimento perché sempre di più impareremo a mettere tutta la nostra fiducia in Gesù che, con il Padre e lo Spirito Santo, va presiedendo il grande deposito di grazia che quest'Opera ha accolto in sé.

 

Cuore fiducioso

Il Signore ci chiede di rimanere nel suo amore anche quando il nostro cuore dovesse conoscere la burrasca. Lui è sempre disposto a camminare sulle acque pur di raggiungerci.

 

Cuore accogliente

Tra di noi accogliamoci sempre, accogliamoci tutti, perché è lo spirito di famiglia che ci fa essere, l'uno per l'altro, presenza di Cristo.

Viviamo con quest'occhio di fede e saremo in armonia. Nello scambio dei doni si cresce perché ci
alimentiamo dell'aiuto di tutti. In un impasto di fragilità umana la Chiesa vive il suo mistero di salvezza che la morte e la resurrezione di Gesù le hanno per sempre donato. E anche noi siamo in questo impasto di umanità e divinità.

 

Progetto del Padre

Parliamo, diffondiamo, non stanchiamoci di cercare e di assecondare il progetto che il Padre ha su questa famiglia.

A piccoli passi, ma continuamente, andiamo avanti. Quando c'è intesa, quando c'è comunione, le cose non si arrestano. E' l'amore la sede privilegiata dello Spirito del Signore, quell'amore che continuamente viene riversato su di noi. Viviamo i doni dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, mitezza, dominio di sé. Lasciamoci guidare dallo Spirito di Gesù per essere in tutto conformi alla sua stessa vita.

 

Fratelli in Gesù

Lo Spirito di Gesù ci rende profondamente fratelli, così stretti tra di noi da portare gli uni i pesi degli altri. Viviamo sempre da fratelli e godiamo di questo dono.

La parentela secondo lo Spirito supera in intensità ed in estensione ogni altra parentela umana.

Questa famiglia che caratterizza l'Opera dell'Amore Sacerdotale ha delle radici profonde: queste radici sono nel cuore di Cristo.

 

La luce del Vangelo

Quanto più saldo è il vincolo d'amore che fa di noi tutti una cosa sola, tanto più si manifesta in questo cammino la luce del Vangelo. Accogliamoci, gareggiamo nello stimarci e sosteniamo sempre la debolezza del fratello. Diventiamo specialisti in amore fraterno: è questa una luce che appare agli occhi di tutti.

 

LE RADICI DELL'OPERA: IL SACERDOZIO DI CRISTO

L'Opera dell’Amore Sacerdotale si espanderà se le sue radici, nella piena adesione alla volontà del Padre, s'immergeranno nel terreno fecondo sempre operante del sacerdozio di Cristo.

 

Un tesoro di grazia

Il sacerdozio del Figlio di Dio, fatto carne per la salvezza di tutta l'umanità, sta a fondamento dell'intero Vangelo e i membri di questa famiglia devono aver coscienza del tesoro di grazia di cui sono depositari.

Il seminatore conosce soltanto il grano che è stato posto nelle sue mani perché lo possa gettare, ma il tracciato che questo seme dovrà percorrere e i frutti che dovrà dare sono posti nelle mani della Provvidenza.

C'è chi semina, c'è chi innaffia, ma soltanto Dio fa germogliare il seme. La nostra missione è annunciare, far conoscere i desideri del Signore, essere fedeli, essere generosi.
Dobbiamo sentirci degli inviati dal Padre.

 

Il Padre ha cura di noi

Il Padre ha cura di noi, s'interessa di quanto ci ha deposto nelle mani. Quando un seme è
affidato alla terra, la sua nascita e il suo sviluppo sono legati alle mille attenzioni che l'uomo distratto non avverte, ma che il Padre celeste saggiamente dispone. E che cosa è mai un piccolo seme deposto nel seno della terra, se paragonato a quanto Dio ha preparato e continuamente dispone per la sua Chiesa?

 

Fiducia nella provvidenza

Così è l'Opera affidata alle nostre mani: la Provvidenza la segue, la cura, la pota se occorre, perché prosegua nel suo sviluppo e porti frutti. Non guardiamo alla pochezza dell'uomo, ma alla grandezza di Dio. Ogni opera che lo Spirito fa nascere all'interno della Chiesa ha, nel suo sviluppo, lo stesso ritmo della vita di Gesù in mezzo agli uomini: tempi di silenzio, tempi di nascondimento, tempi di annuncio, tempi di gloria. Noi siamo chiamati a vivere questi ritmi che prendono luce dalla vita di Cristo.

Siamo fedeli al nostro mandato! Diamo fiducia a Colui che, chiamandoci, ci ha anche rivestiti del suo Spirito di amore. L'Opera ha bisogno di essere amata, di essere vangata, perché le zolle di questo campo lascino germogliare nuovi steli, piante solide.

 

Il popolo di Dio e i consacrati

Il mondo dei consacrati patisce violenza e il popolo di Dio deve prendere le proprie responsabilità per aiutarlo.

E' tanto importante che il carisma dell'amore sacerdotale, in tutte le sue espressioni, diventi anche, per mezzo nostro, presenza attiva nella vita della Chiesa.

Coraggio, fedeltà, perseveranza! Compiamo il nostro dovere coltivando questa pianta che ha tanto bisogno di essere irrorata dalla preghiera e dall'impegno di tutti. Il Signore domanda a tutti i membri amore, dedizione generosa e gioia di essere in questa famiglia.

 

NOI E LA CHIESA 

L'Opera dell’Amore Sacerdotale attraverso di noi deve entrare nella Chiesa e operare la
trasformazione di tanti cuori consacrati al Regno di Dio.

 

Semplicità e duttilità

Dobbiamo essere un materiale semplice, povero, ma duttile per la costruzione di questa parte del suo Regno, in modo che i consacrati rinnovino ed edifichino la loro vita nella santità e nell'oblazione totale. 

Sentiamoci depositari di un'eredità che supera le nostre persone, che va oltre il tempo della nostra vita.

 

Distacco

Le opere di Dio sono proprietà di Dio; vanno servite con grande impegno, ma anche con piena fiducia e distacco dai desideri personali. La nostra volontà deve essere quasi un turibolo dentro il quale si bruciano e si consumano con soave odore i piccoli granelli dei nostri progetti e dei nostri desideri. La nostra vita sale come profumo di incenso davanti al Padre perché a Lui l'abbiamo offerta.

 

Vivere per la Chiesa

Vivere per la Chiesa è il senso dell'Opera e deve dare significato pieno anche alla nostra vita. Gesù è il nostro Maestro. Lui ci sostiene e ci porta a quella meta di santità che il Padre per noi ha fissato. Doniamo la nostra preghiera, la vita di ogni giorno, perché quest'Opera realizzi il progetto stabilito
dal Padre da tutta l'eternità.

 

Essere come Dio ci vuole

Ciò che conta è essere come il Padre ci vuole, e lo Spirito che anima l'Opera vuole continuamente modellare la nostra vita perché sempre di più sia santa e immacolata al cospetto di Dio.

Chi accoglie e ama Gesù riempie il vuoto d'amore che esiste in tante persone.

L'Opera dell'Amore Sacerdotale ha da percorrere queste vie.

 

Santità di vita

Le realizzazioni esterne ci devono essere, ma quello che più conta, anche per il progredire della Chiesa, è la santità dei membri.

Lo Spirito che ci sostiene deve allargarsi e dilatarsi perché molti possano scoprire il Sacerdozio di Cristo che è sempre frutto di offerta e di immolazione. Sentire quest'Opera porta alla moltiplicazione delle energie di santità nella Chiesa, anche se i frutti non sono ancora pienamente visibili.

Preghiamo e lavoriamo perché ogni membro si impegni in una vita santa. Il primato dei valori dello Spirito non è disgiunto dalle opere di carità, ma è da una vita santa che fioriscono le opere di santità.

 

Primazia dello Spirito

La dimensione sacerdotale dell'Opera domanda sempre la primazia dello Spirito. La vita cristiana è un cammino che ha come meta il Vangelo.

Diamo all'Opera più che possiamo, e ne saremo ricambiati. Rendiamoci disponibili per collaborare, assumiamo qualche impegno di responsabilità, perché è operando che l'uomo si costruisce.
Sentirsi membri attivi all'interno della famiglia significa prendere coscienza della fecondità dello Spirito che irrora continuamente di grazia i suoi figli.

Quanto preme al Signore il nostro dare la primazia alle cose dello Spirito!

 

METE

I membri di questa famiglia si sentano continuamente orientati verso le cose eterne. Il Vangelo è la strada maestra per essere autenticamente cristiani perché, pur immersi nelle realtà umane, il cuore sia sempre orientato verso ciò che non tramonta.

 

Rinnovatori per il Regno

L'Opera vuole rinnovare il nostro cuore, ritemprare il cuore dei consacrati perché sempre di più si realizzi il Regno del Padre. Le cose di questa terra sono un dono prezioso che la Provvidenza depone nelle nostre mani, ma tutto è effimero, transeunte.

 

Libertà dalle cose

L'uomo è chiamato a gestire le cose che gli vengono donate, ma guai se vi attaccasse il cuore, perché perderebbe il senso vero della vita che ha un'unica meta: ritornare a quella casa da cui l'amore infinito di Dio creatore l'ha chiamato ad uscire.

Nell'amministrare le cose della terra teniamo presente la meta che ci attende perché solo
così ogni bene si trasforma in lode e ringraziamento.

 

TESTIMONI DEL PADRE E PROFETI

 Siamo chiamati alla testimonianza. Gesù è sempre stato testimone del Padre nella povertà di Betlemme, nella semplicità della dimora di Nazareth, lungo le strade della Palestina e nella vita pubblica.

 

Testimoni nel cuore

Anche se ci deve essere il momento della testimonianza visibile, concreta, proclamata, dobbiamo essere innanzitutto Suoi testimoni nel profondo del cuore.

Dobbiamo sentirci continuamente dei mandati perché contrassegnati da un ruolo che altri non possono portare avanti.

Ogni battezzato è un profeta, ma noi, per quel che riguarda l'Opera, abbiamo una profezia di apertura, di novità.

 

APOSTOLI DELL'OPERA

L'Opera ha bisogno di tanto amore per essere vitalmente operante. Essa deve avere come struttura portante la legge dello Spirito che è pienezza d'amore.

Nell'Opera dobbiamo guardare di' più a ciò che sta crescendo e meno a quanto manca.
La povertà e la fragilità umana degli apostoli è stata il materiale necessario perché lo Spirito potesse operare i prodigi che sono propri della grazia di Dio.

 

L’Opera è cara al Signore

L'Opera è cara al Signore. E' destinata a crescere nella Chiesa perché essa è sorretta dalla
nostra fede.

Noi siamo i mandati da Gesù, il cui sacerdozio eterno infonde vigore e fecondità al nostro

sacerdozio battesimale e al sacerdozio ministeriale.

Doniamoci alla vita dell'Opera. Questa sua creatura ha bisogno di trovare sempre di più la propria identità e di vivere il dinamismo delle realtà di Dio.

 

MODELLI E INTERCESSORI

La santa famiglia di Nazareth sia il nostro modello per imparare il silenzio anche esterno, per viverne le attenzioni e le premure, per confidare e abbandonare la nostra vita alla Provvidenza del Padre che non lascia mai mancare nulla ai propri figli.

 

Maria e Giuseppe: nostri modelli

Gesù presiede l'Opera e Maria, sua Madre, unitamente a Giuseppe se ne fa garante presso il Padre.

Nel nostro cammino sappiamo dire l'umile parola di Maria: "Eccomi, Signore, sono la tua serva.

Si compia in me la tua volontà". Maria sia il nostro modello. Nulla ha tenuto per sé, ma tutto ha donato al suo Creatore.
Anche in noi la parola di Dio domanda di farsi carne, piena accoglienza, per espandersi e manifestarsi a molti.

In Maria e Giuseppe vediamo i nostri primi grandi protettori. Insieme essi hanno accolto le rivelazioni che venivano dall'alto e insieme, nella preghiera, le hanno realizzate.

Che il grande mistero dell'Annunciazione illumini ogni giorno le nostre scelte, perché ogni risposta all'invito di Dio trovi la sua terra di incarnazione.

 

UNA GENERAZIONE NUOVA

Questo fascicolo vuole essere stimolo e sostegno alla nostra vocazione. Il dono ci ha, per così dire, strappato a noi stessi. Noi siamo chiamati ad essere una via nuova all'interno della Chiesa. La realtà profonda di questo cammino sfugge per ora ai nostri occhi ma, a suo tempo, quanto andiamo seminando nei cuori, verrà manifestato.

L'occhio umano non sempre può scorgere i frutti dello Spirito, ma la realtà esiste e permea di grazie la vita delle anime. Dovremmo essere come una generazione nuova, quella generazione che lo Spirito Santo va suscitando nella Chiesa per la vita del mondo.

 

Facciamo conoscere l’Opera

Sentiamoci sotto la protezione del Signore e facciamo conoscere l'Opera!

Quale rinnovamento potrebbe portare, soprattutto tra i sacerdoti, se venisse debitamente conosciuta e accolta! Nel presentarla alla Chiesa sentiamoci ambasciatori di Gesù e non temiamo, perché è lo Spirito Santo il nostro consigliere e maestro.

Carissimi, non temiamo, ma solo confidiamo. Lo Spirito del Padre feconda continuamente l'Opera, la rinnova e la moltiplica: essa è una perla per il valore della quale vale veramente la pena di perdere tutto.

 

PREGHIERA A MARIA

 

O Maria, madre di Gesù e madre nostra,

tu che sei strettamente imparentata con la Santissima Trinità,

accoglici nel tuo cuore di madre e fa' che tutti gli interessi

che riguardano la Chiesa nel suo cammino nel mondo

diventino sostanza della nostra preghiera e anima della nostra vita.

Resta nel Cenacolo di questa famiglia che il Padre

ha voluto affidare alle nostre cure.

La tua preghiera ci può ottenere quella trasformazione profonda che a Cana

è avvenuta quando l'acqua si è mutata in vino.