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Notiziario 2019

Notiziario N° 16 Luglio 2019

 

“Questa famiglia dell’Opera dell’Amore Sacerdotale è chiamata a sentire

l’ansia della santità della Chiesa, lasciandosi inondare di Spirito Santo

perché una nuova generazione fiorisca in essa”.

(dal libro “L’Opera dell’Amore Sacerdotale – Un dono per la Chiesa”)

 

In occasione del completamento dei nuovi ambienti della Casa dell’Incarnazione di Verona, luogo di preghiera, di formazione, di accoglienza e di ospitalità, Il Consiglio Generale dell’Opera ha pensato di organizzare un incontro per tutti i componenti dell’Opera dell’Amore Sacerdotale a Verona. La famiglia dell’Opera dell’Amore Sacerdotale avrà modo, quindi, di ritrovarsi da venerdì 31 agosto a domenica 1 settembre 2019 presso la Casa della Annunciazione per trascorrere alcuni momenti di spiritualità, fraternità e condivisione, secondo il seguente programma di massima:

Venerdì 30 agosto: Arrivo nel pomeriggio dei partecipanti e accoglienza.
Ore 20,00: (circa) Cena e serata in amicizia fraterna.
Sabato 31 agosto: ore 9,30: Ritrovo presso la casa con preghiera delle Lodi e momento formativo.
ore 13,00: Pranzo. Nel pomeriggio visita guidata alla città di Verona.
ore 20,30: (circa) Cena e serata in amicizia fraterna.
Domenica 1 settembre:
ore 9,30: Ritrovo presso la casa con preghiera delle Lodi.
ore 10,00: S. Messa concelebrata nella cappella della nuova casa dell’Incarnazione.
ore 13,00: Pranzo e termine dell’incontro Per vivere pienamente il nostro “essere famiglia spirituale”, sono previste diverse ospitalità presso famiglie, Animatrici e Fraternità dell’Opera di Verona.

L’Opera dell'Amore Sacerdotale è posta nelle nostre mani come un tesoro prezioso ed è una famiglia composta di tanti fratelli che crescono insieme perché si amano e in cui lo Spirito del signore crea vincoli di fraternità. Legati da amore fraterno e trasformati da quella comunione di doni di cui il Vangelo è sorgente, siamo chiamati a vivere lo stile e lo spirito di famiglia perché è

nello scambio di doni che ci alimentiamo dell'aiuto di tutti. Il nostro riferimento  è  la famiglia di Nazareth dove Giuseppe e Maria, madre del Verbo incarnato, si sono sostenuti nell'amore reciproco e insieme hanno custodito e fatto crescere Gesù.

la Redazione

 

 “Abbiamo affidato al Signore le nostre vite ed Egli compirà la Sua opera”

Carissimi Animatrici, Fraternità e Gruppi Sposi dell'OAS, noi, Maria Teresa e Daniela, l'1 maggio abbiamo offerto la nostra vita alla SS.ma Trinità con la consacrazione nel ramo delle Animatrici di c omunità cristiana. Abbiamo consegnato il nostro atto di consacrazione nelle mani del Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, che ha concelebrato l'Eucaristia con tanti sacerdoti, parenti e molte care persone appartenenti all'Opera stessa. La celebrazione è stata tutta una lode e un grazie a Dio per le meraviglie che compie nella sua Chiesa. Siamo state chiamate in maniera diversa e personale a servire la Chiesa di Dio, affiancando, collaborando e pregando per tutti i sacerdoti. Per me, Maria Teresa, il cammino nell'Opera è iniziato parecchi anni fa agli incontri di formazione di Don Gianfranco e Amalia, insieme a tutti i membri dell'Opera, che mi hanno fatto capire il valore del carisma dell'OAS e al quale ho risposto con il mio "eccomi".

È un grande dono per la Chiesa, per i sacerdoti e per l'Opera stessa. Per me Daniela, il desiderio di dedicare la mia vita nel servire la Chiesa e i suoi ministri è nato fin da ragazza, dato che ho potuto aiutare il sacerdote della mia parrocchia, dapprima con piccoli servizi e poi animando la liturgia. In seguito, ho avuto modo di conoscere l'attuale Vicario del Vescovo di Verona, il quale, conoscendo la mia dedizione in parrocchia, mi ha indirizzato al cammino dell'OAS. Qualche anno fa, sono entrata nel ramo delle Animatrici, conoscendo in tal modo il carisma dell'Opera che mi ha dato una visione nuova 

della figura del prete. Ho compreso che il sacerdote non è solo colui che prega e si dona per tutti, ma nel suo ministero ha bisogno di essere sostenuto nelle sue molteplici necessità.

Questo mi ha aiutato a scoprire sempre più il valore dell'apporto spirituale della donna per sostenere e custodire il suo servizio sacerdotale, maturando in me il desiderio di consacrarmi al Signore, offrendo la mia vita per i sacerdoti, l'Opera e la Chiesa. Per entrambe, la risposta è maturata nella preghiera, nella fedeltà al carisma, per poi sbocciare nel servizio alla Chiesa e ai fratelli e per questo preghiamo lo Spirito Santo che ci renda degne di tale servizio.

E... come tutte le feste grandi nel Signore, anche questa si è conclusa con un "Magnificat"! Un grazie a coloro che hanno partecipato.

 

Un caro saluto e un abbraccio fraterno.

Daniela Sattin e Maria Teresa Riedo

(Animatrici Verona)

 

 

Un ricordo di Elena Daresi di Trento, Animatrice dell’Opera dell’Amore Sacerdotale

È tornata alla casa del Padre la nostra sorella Elena Daresi. Ha trascorso la sua vita a servizio dei sacerdoti: ancora giovanissima è andata a casa di don Alessandro Gottardi a Venezia per assistere

suo padre. Alla morte del padre ha seguito il sacerdote in tutto il suo percorso che lo ha portato poi a Trento come Arcivescovo. Elena è sempre stata attenta alla chiamata del Signore: in Vescovado ha incontrato tanti seminaristi e sacerdoti e con affetto di mamma diceva: “li amo come miei figli”. Per il suo Vescovo e per i suoi sacerdoti ha donato la sua vita!

Nel 1990 ha incontrato l’Opera dell’Amore Sacerdotale e con gioia si è consacrata confermando il dono si sé stessa. Diceva: “Questa spiritualità esprime pienamente la mia vocazione!”.

Grazie Elena: ora dal cielo accanto al tuo Vescovo prega per l’Opera e per tutti noi! (Francesca Guerzoni - Animatrici Verona)

Il Bollettino del Duomo di Trento, nelle parole dei sacerdoti che l’hanno incontrata, ha ricordato la sua figura di “donna dal cuore di madre, accogliente e ospitale e di persona luminosa, intelligente, informata su tutto e che leggeva molto”.

 

 Incontri di fine anno a gruppi riuniti

“Sono sempre belli e caratterizzano lo spirito di famiglia dell’Opera”

 

 I gruppi Sposi e le Animatrici di Verona,  in uscita a S. Benedetto Po  

I gruppi Sposi e le Animatrici di Verona, in uscita a S. Benedetto Po

 

 

I gruppi Sposi di Napoli a Cava dei Tirreni                                                         I gruppi Sposi di Napoli a Cava dei Tirreni

 

 

I gruppi Sposi della Puglia al Santuario di Cotrino
vicino a Brindisi

   

“OAS, Icona della SS.Trinità, nei tre rami”

Giornate di Spiritualità della famiglia dell’Opera dell’Amore Sacerdotale (Assisi 7 - 12 Luglio 2019)

 

Le “giornate di spiritualità” per la nostra Famiglia dell’OAS sono un dono straordinario che ci viene offerto per vivere il valore dell’ascolto della Parola, del silenzio e dell’adorazione eucaristica con spazi di preghiera, individuale e comunitaria per crescere nella comunione fraterna e per approfondire il carisma. Le giornate si svolgeranno dal 7 al 12 luglio, presso il Centro di Spiritualità “Barbara Micarelli”, gestito dalle Francescane Missionarie di Gesù Bambino, a S. Maria degli Angeli, vicino ad Assisi. A guidare le riflessioni sarà il Vicario Generale di Verona,

mons. Roberto Campostrini, che approfondirà il tema: “OAS, icona della S Trinità, nei tre rami”. Per tutto il periodo delle giornate è prevista la partecipazione delle Fraternità e negli ultimi tre giorni saranno presenti anche alcune coppie di Sposi e Animatrici. Questa è un’occasione preziosa per proseguire il cammino di comunione fraterna tra i tre rami, con reciproco scambio

vocazionale e crescita insieme nel carisma, “perché sposati e consacrati possano e sappiano «salarsi a vicenda», cioè aiutarsi a gustare il sapore dell’amore di Dio”.

la Redazione

 

“Non possiamo servire i poveri se non accettiamo la nostra povertà”

 

Cari amici, approfitto di questo prezioso strumento per raccontarvi qualcosa della mia recente missione in Benin. Sono da poco rientrato e il ricordo di questa esperienza ha lasciato un segno profondo nel mio cuore. Sono stato coinvolto in questa missione medica presso l’Ospedale rurale di Bemberekè, costruito e gestito da fratelli cristiani evangelici, che si trova in un villaggio che dista 9 ore da Cotonou, la capitale amministrativa, e che serve un bacino di 300.000 persone. In questa struttura con 250 posti letto operano solo 6 medici locali che si trovano spesso in difficoltà per gestire casi complessi. Il nostro progetto, iniziato meno di 2 anni fa, è volto a favorire la diagnosi precoce e la cura dei tumori nelle donne, che in questo, come in molti altri paesi

africani, sono il fulcro dell’economia. Infatti esse hanno mediamente 6 figli da accudire, coltivano i campi, raccolgono e vendono i prodotti, percorrono spesso chilometri per procurare l’acqua, e quindi, essendo totalmente dedite a queste occupazioni, trascurano la loro salute, giungendo spesso anche in giovane età in ospedale con malattie tumorali in fase avanzata, non più curabili.

In questa esperienza, erano miei compagni di avventura altre tre splendide persone: la dott.ssa Paola Pomini, ginecologa alla sua ottava esperienza missionaria in Africa, il dott. Luca Bortolasi, collega chirurgo, e Jessica Giovannelli, strumentista di sala operatoria (entrambe, come il sottoscritto alla loro prima esperienza). La missione ci ha impegnati dal 26 aprile al 5 maggio. Abbiamo lavorato in ospedale dal lunedì al venerdì, coinvolgendo i medici locali che desideravano molto interagire con noi per apprendere nuove tecniche per la cura dei tumori.

Al mio arrivo il lunedì (dopo un lungo e faticoso viaggio), ero atteso da circa 30 donne con noduli al seno da studiare ed eventualmente da operare. La collega ginecologa ha vistato altre pazienti con tumori dell’utero e poi, dal martedì al venerdì abbiamo operato, cercando di insegnare ai colleghi locali, 20 pazienti. Abbiamo poi realizzato una giornata di formazione per le ostetriche, che lavorano nei 21 distretti dei villaggi limitrofi, per insegnare come individuare i casi sospetti di tumori della cervice uterina e della mammella da indirizzare poi all'Ospedale.

Superate le difficoltà iniziali di adattamento (al clima, al cibo, alla situazione politica inaspettatamente agitata e soprattutto alle scarse risorse dell'ospedale, in particolare in sala operatoria) siamo entrati progressivamente in una bella confidenza con le pazienti e con il personale locale. Accettando i loro limiti abbiamo finalmente iniziato ad apprezzare la loro grandezza. In una situazione di grande povertà materiale abbiamo sperimentato una grande ricchezza umana e spirituale. I rapporti sono sinceri, gli sforzi indirizzati ad un unico fine che è il bene di chi soffre. Lavorando e pregando con questi fratelli, ho intuito come valorizzando ciò che unisce si possa creare una comunione profonda. Mi ha colpito l’importanza della preghiera nella loro quotidianità. Il personale di sala operatoria si ritrova per pregare insieme alla mattina, 2 volte la settimana, prima di iniziare le attività.  L’infermiere che addormenta la paziente (negli ospedali rurali africani non sono disponibili medici anestesisti) prima di indurre anestesia prega con la paziente e con il chirurgo, affidando tutti alle mani del Padre Celeste.

Ho vissuto in un clima di grande fraternità con i colleghi di missione. Abbiamo condiviso gioie e fatiche, sostenendoci a vicenda in tutto, mettendoci tutti a servizio di questi fratelli senza alcun desiderio di primeggiare. Nella fase di preparazione e durante tutta la missione mi sono sentito sostenuto da tante persone che mi vogliono bene a partire da mia moglie Carla, dai miei figli e dalle nostre famiglie, e poi in modo particolare da voi tutti che mi avete accompagnato con la preghiera e con tanto affetto. Di tutto questo son grato a Dio!

Prima di partire ero preoccupato di come sarei riuscito ad aiutare questi fratelli poveri, con le mie conoscenze professionali e il mio entusiasmo; al termine dell'esperienza penso che siano stati loro ad insegnarmi la cosa più importante: non possiamo servire i poveri se non accettiamo la nostra povertà. Grazie ancora per vostra vicinanza. Vi abbraccio.

Davide Lombardi (Sposi Verona)

 

 

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Gruppo redazionale: Roberta Bugli, Enza Guidorizzi, Roberta Zampieri, Teresa Tumbarello, Michele Ongarelli, Giancarlo Rinco.

 

 

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